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IL PROTON. CAMILLO ROCCHIETTA. INDUSTRIA E PUBBLICITA’ – PINEROLO NEL MONDO

1 Febbraio 2020 – 31 Maggio 2020

Inaugurazione: Sabato 1 febbraio 2020, ore 15.00
Museo di Scienze Naturali “Mario Strani” e Palazzo Vittone

Il Museo di Scienze Naturali “Mario Strani” ha il piacere di invitarvi all’inaugurazione della nuova mostra “Il Proton. Camillo Rocchietta. Industria e Pubblicità – Pinerolo nel  mondo”. È stato possibile realizzare la mostra grazie al contributo di collezioni esterne: Museo della farmacia Picciòla, Accademia Italiana di Storia della Farmacia (AISF). 

L’esposizione sarà dislocata in tre sedi: Museo di Scienze Naturali “Mario Strani”, viale della Rimembranza, 61; Museo Etnografico del Pinerolese (MUSEP), Piazza Vittorio Veneto, 8; Collezione Civica d’Arte Pinerolo, Piazza Vittorio Veneto, 8. 

Il programma del pomeriggio comprenderà:

  • Ore 15.00 saluti istituzionali e conferenza Bagliani presso il Museo di Scienze Naturali “Mario Strani”
  • Ore 17.00 inaugurazione mostre Musep e Collezione Civica d’Arte, a seguire verrà offerto un rinfresco.

UN PO’ DI STORIA

La mostra del “Proton. Camillo Rocchietta. Industria e pubblicità – Pinerolo nel mondo” racconta la storia di Camillo Rocchietta, nato nel 1884, personaggio di spicco della Pinerolo dei primi anni del ‘900. Tra il 1910 e il 1911 nella sua bottega farmaceutica nasce “Il Proton”, un ricostituente per adulti e bambini.Questo era uno sciroppo dal gusto molto dolce a base di potassio, iodio, fosforo e ferro, aromatizzato con olio essenziale di mandarino. Non aveva additivi e l’unico conservante era lo zucchero.

Rocchietta fu in grado di commercializzare la sua invenzione in tutta italia e di esportarla in 52 nazioni grazie ad un uso strategico della pubblicità. Il suo modello verrà più volte citato in trattati stranieri ed italiani.

Credette moltissimo nel messaggio pubblicitario tanto da investirci tutti gli utili del proton. I soggetti delle pubblicità sono sempre ritratti in situazioni felici, si vedono militari pronti a partire, mamme e bambini sorridenti o sportive. Questo per esprimere l’idea che la bellezza è sinonimo di salute.

Il proton costituì un caso unico nella storia della pubblicità farmaceutica, sia per la sua vita commerciale, sia perché vi si dedicarono famosi artisti dei primi anni del ‘900.

L’idea della mostra nasce dall’incontro con Maristella, nipote di Camillo Rocchietta, che ci ha affascinati con i suoi racconti e ci ha supportati nel lavoro di ricerca. 

LE COLLEZIONI

Il Museo della Farmacia Picciòla a Vercelli, in via Galileo Ferraris, 24,  viene inaugurato nel 2014. Al suo interno possiamo trovare l’arredamento e gli oggetti appartenenti alla Farmacia Picciòla di Trieste fondata nel 1799, ed è stata arricchita da innumerevoli oggetti, soprammobili e libri attinenti alla farmacia piemontese, tra i quali: bilancini, aerosol a spirito, mortai, pestelli di marmo di ogni misura, alambicchi, vasi (epoca ‘700-‘800)etc. e sono inoltre visionabili articoli, documentazione storica, volumi scientifici e libri di letteratura. Il museo racconta l’evoluzione della farmacia in 200 anni anni di storia.

L’Accademia Italiana di Storia della Farmacia (AISF) è stata fondata nel 1950 da storici farmacisti, rappresentanti degli Ordini Professionali e dell’Università, è riconosciuta a livello internazionale e negli anni ha contribuito a promuovere la storia del farmaco, della farmacia e dei farmacisti. L’Accademia ha per fine la diffusione e l’incremento degli studi storico-farmaceutici in tutti i loro aspetti e rapporti con le scienze affini e la tutela e la salvaguardia del patrimonio storico artistico della farmacia italiana.

Durante l’inaugurazione della mostra “Il Proton. Camillo Rocchietta. Industria e Pubblicità – Pinerolo nel  mondo” l’ingresso sarà gratuito presentando all’entrata l’invito allegato.

Vi aspettiamo numerosissimi!

Lo Staff del Museo

Il segreto della lancetta

by admin on

“IL SEGRETO DELLA LANCETTA”

Sulle tracce di un genio dimenticato

 

Domenica 16 Dicembre, ore 16.00, presentazione del libro di Cristina Menghini presso il Museo Civico di Scienze Naturali “Mario Strani”. Ingresso Libero.

 

 

Cristina Menghini (1971), storica e antropologa, scrive racconti e fiabe per bambini e ragazzi e cura l’inserto Junior di Vita Diocesana Pinerolese.

Con Vita editrice e Marcovalerio ha pubblicato i libri “Favoloso” e “Disegnami una fiaba”.

 

Difficile far stare così tante tematiche in un unico libro. Tanto più se si tratta di un romanzo “quasi giallo” per ragazzi. È riuscita nell’impresa Cristina Menghini, storica e antropologa, che nelle pagine de “Il segreto della lancetta”, coinvolge i lettori in una appassionante ricerca sulle orme di un genio dimenticato, quale è il pinerolese Ignazio Porro. Dentro e oltre il giallo spunta, però, una variegata gamma di colori. C’è, innanzi tutto, la narrazione di una città vista con occhi nuovi e “altri”. C’è il dramma dei profughi, delle loro vite calpestate, delle loro storie di discriminazione, di fatica e di speranza. C’è l’integrazione culturale e religiosa che a Pinerolo, grazie alla secolare convivenza tra cattolici e valdesi, si è portata avanti col lavoro ed è diventata scuola per il resto del paese. C’è la preadolescenza innocente e burrascosa al tempo stesso, con i suoi alti e bassi e il suo affacciarsi alla vita dei grandi, sempre in bilico tra «essere già» e «non essere ancora».

I protagonisti di questa vicenda tutta pinerolese sono Vittoria, una ragazzina sveglia e affettuosa, e il giovane profugo Triba. Ne nasce un’amicizia spontanea e profonda, cementata dall’avventura.

Sullo sfondo il personaggio “misterioso” di Ignazio Porro, scienziato e inventore (si deve a lui l’invenzione dello zoom) nato a Pinerolo nel 1801 e morto a Milano nel 1875.

E poi c’è la lancetta… sulla quale non si può rivelare nulla (è un segreto!).

Il ritmo narrativo non lascia spazi vuoti e ritrae in modo convincente, con arguta capacità psicologica, anche i soggetti minori, ma essenziali nella dinamica del racconto.

Impossibile non leggerlo tutto d’un fiato, per poi ripercorrere luoghi noti (il piazzale di San Maurizio, Via Principi d’Acaia, via del Pino…) con una nuova prospettiva negli occhi e nell’anima.

Arricchiscono il libro, edito da Marcovalerio e Vita nella collana “I racconti delle terre d’Acaia”, alcune illustrazioni in bianco e nero della giovane Sofia Zicola e la bella immagine di copertina di Mauro Laurenti.